Annapaola Ferri

La Cassa Integrazione Guadagni in Deroga (CIGD) per COVID-!9 viene concessa con determina della regione o della provincia autonoma in cui è ubicata l’unità produttiva interessata, se la richiesta d’intervento proviene da unità produttive site in un’unica regione o in un’unica provincia autonoma; oppure viene concessa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con apposito decreto interministeriale, se la richiesta proviene da aziende cosiddette plurilocalizzate, aventi cioè unità produttive dislocate sull’intero territorio nazionale.

Il datore di lavoro allega alla domanda la lista dei beneficiari con IBAN del lavoratore dipendente sul quale viene normalmente accreditata la retribuzione mensile, se sceglie la modalità di pagamento diretto da parte dell’INPS ai beneficiari. In questa evenienza, è tenuto anche a compilare il modello SR 41.

Altrimenti, il datore di lavoro anticipa lui la CIGD COVID-19 ai lavoratori dipendenti e regola successivamente la posizione con l’INPS attraverso strumenti di compensazione e conguaglio dei contributi previdenziali ed assicurativi che è tenuto normalmente a versare per i propri lavoratori subordinati.

In tutta la procedura, il lavoratore dipendente è soggetto passivo e deve solo attendere il pagamento delle proprie spettanze, magari vigilando (come ha fatto lei) che il proprio datore di lavoro si sia attivato dopo aver mandato a casa i propri dipendenti per mancanza di lavoro dovuto ai provvedimenti governativi adottati per limitare la diffusione del coronavirus.

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