Giuseppe Pennuto

Stop a metropolitane, bus e tram alle 21, riduzione del servizio di trasporto pubblico diurno di almeno il 30 per cento: è il piano che l’Atac, su input della sindaca Virginia Raggi, ha preparato per affrontare il periodo dell’emergenza coronavirus.

Le restrizioni agli spostamenti delle persone, decise dal Governo per frenare il contagio, hanno peraltro svuotato i mezzi pubblici: la riduzione dei biglietti venduti avrebbe già superato il 40 per cento, ma il numero di passeggeri a bordo di bus e metro scende giorno dopo giorno.

L’azienda di via Prenestina è quindi pronta a far partire la riduzione estiva del servizio, che prevede circa 1.060 mezzi di superficie su strada, al posto degli abituali 1.500, e la fine del servizio di tutto il trasporto pubblico locale, metropolitane comprese, alle 21.

Previste riduzioni anche per servizio di trasporto periferico, gestito da Roma Tpl, e per il servizio taxi.

E’ arrivata anche l’ordinanza della Regione che fa seguito all’ultimo giro di vite deciso da Palazzo Chigi, sulla rimodulazione del servizio di trasporto pubblico locale.

Il documento prevede, tra l’altro, di interrompere tutte le corse,«inclusi i servizi di metropolitana, alle ore 21, da intendersi quale ora di partenza dell’ultima corsa, mantenendo invece inalterati gli orari di apertura attualmente previsti.

Insomma, nella Capitale si va verso un blocco notturno del tpl, dalle 21 alle 5,30 di mattina.

La riorganizzazione del servizio, secondo l’ordinanza regionale, deve puntare ad «assicurare il servizio laddove si registra il maggior numero di utenti che utilizzano il mezzo pubblico per raggiungere il proprio posto di lavoro».

La rimodulazione del servizio di trasporto di superficie, decisa dall’Atac in accordo con il Campidoglio, seguirà in particolare le modalità dell’orario estivo, con la riduzione delle corse di circa il 30 per cento. Il taglio interesserà soprattutto le linee periferiche, mentre saranno meno toccate le express e quelle che collegano i vari quadranti della Città eterna con il centro storico.

Per quanto riguarda gli orari, si punta a salvaguardare le corse della mattina, fino alle 8,30, e quelle del tardo pomeriggio, dalle 17 alle 20. Nelle altre ore, quelle che già abitualmente vedono un minor afflusso di passeggeri a bordo, i tagli saranno più drastici. D’altronde negli orari di morbida molti bus girano praticamente semivuoti.

Sulla riduzione del servizio, peraltro, c’è stato anche un confronto interno tra azienda, amministrazione comunale e sindacati. Se la rimodulazione delle corse è considerata inevitabile dai tecnici, infatti, c’è chi obiettava che meno bus in servizio significano minori distanze tra i passeggeri a bordo.

Ma i numeri delle ultime 24 ore, dopo l’ulteriore stretta del Governo, si sono rivelati impietosi: i mezzi pubblici sono utilizzati ai minimi storici, metropolitane comprese, per cui anche il problema della separazione tra passeggeri non sussiste più. I sindacati, dal canto loro, spingono per riduzioni delle corse ancora più drastiche, «per salvaguardare la salute dei dipendenti al lavoro».

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