Genny Manfredi

L’indicatore della situazione reddituale corrente e’ ottenuto aggiornando i redditi per ciascun componente il nucleo familiare facendo riferimento, tipicamente, ai seguenti redditi: redditi da lavoro dipendente, pensione ed assimilati conseguiti nei dodici mesi precedenti a quello di richiesta della prestazione; redditi derivanti da attività d’impresa o di lavoro autonomo, svolte sia in forma individuale che di partecipazione, individuati secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti nei dodici mesi precedenti a quello di richiesta della prestazione e le spese sostenute nello stesso periodo nell’esercizio dell’attività; trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche conseguiti nei dodici mesi precedenti a quello di richiesta della prestazione.

Nella DSU/ISEE corrente presentata, ad esempio, al 15 marzo 2020, vanno riportati i redditi percepiti dal 16 marzo 2019 al 15 marzo 2020 per ciascun componente il nucleo familiare (o, se più favorevole – qualora sia intervenuta una riduzione del reddito, va riportato il reddito complessivo percepito negli ultimi due mesi moltiplicato per sei).

Per poter richiedere l’ISEE corrente è necessario avere un Isee ordinario in corso di validità: il valore dell’ISEE corrente viene confrontato dall’INPS con quello dell’ISEE in corso di validità per lo stesso nucleo familiare. Se la differenza fa l’ISEE in corso di validità e l’ISEE corrente è maggiore o uguale al 25% dell’Isee in corso di validità, allora l’ISEE corrente viene validato (per sei mesi) e sostituisce l’ISEE in corso di validità per accedere alla prestazione sociale di interesse.

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