Andrea Ricciardi

Apple ha accettato di pagare fino a 500 milioni di dollari per risolvere la class action intentata per l’obsolescenza delle batterie degli iPhone: la società di Cupertino era stata citata in giudizio per aver rallentato i vecchi modelli iPhone per indurre i proprietari ad acquistare i nuovi modelli o batterie sostitutivi.

L’accordo preliminare è stato depositato presso un tribunale della California lo scorso venerdì ed è in attesa dell’approvazione definitiva del tribunale.

Apple pagherà 25 dollari a possessore di iPhone, sebbene questo importo possa essere regolato in base al numero di richieste presentate.

L’importo minimo che Apple deve pagare è di almeno 310 milioni di dollari.

L’accordo di venerdì copre i proprietari statunitensi di iPhone 6, 6 Plus, 6s, 6s Plus, 7, 7Plus o SE con sistema operativo iOS 10.2.1 o successivo.

Copre anche i proprietari statunitensi di iPhone 7 e 7 Plus con iOS 11.2 o versioni successive prima del 21 dicembre 2017.

L’accordo risolverebbe dozzine di azioni legali avviate tra il 2017 e il 2018, confluite in un’unica class action.

il caso deriva dalla controversia “Batterygate” di Apple.

Nel 2017, gli utenti degli iPhone hanno scoperto che iOS ha limitato artificialmente la velocità del processore con l’invecchiamento delle batterie del telefono.

Apple non ha rivelato l’esistenza della funzione, portando le persone a credere che i propri iPhone erano rallentati dal fattore invecchiamento.

Nelle cause legali, gli utenti hanno affermato di aver acquistato dispositivi completamente nuovi per risolvere il problema, ma se avessero saputo di questa funzione, avrebbero potuto sostituire semplicemente la batteria.

Apple ha negato qualsiasi illecito e ha risolto il caso nazionale per evitare gli oneri e i costi delle controversie, come dimostrano i documenti del tribunale.

Intanto, sia l’antitrust francese sia italiana hanno già bacchettato Apple per l’obsolescenza programmata degli iPhone.

A fine 2018 il Garante per la concorrenza e il mercato ha inflitto sia a Samsung sia ad Apple multe rispettivamente da 5 milioni di euro e da 10 milioni per il reato di obsolescenza programmata.

L’AGCM ha accertato che le società del gruppo Apple e del gruppo Samsung hanno realizzato pratiche commerciali scorrette in violazione degli artt. 20, 21, 22 e 24 del Codice del Consumo in relazione al rilascio di alcuni aggiornamenti del firmware dei cellulari che hanno provocato gravi disfunzioni e ridotto in modo significativo le prestazioni, in tal modo accelerando il processo di sostituzione degli stessi”, si legge nella nota diffusa dall’Antitrust.

Il mese scorso anche la Francia ha annunciato una multa di 25 milioni di dollari ad Apple a causa del controverso aggiornamento software che ha rallentato gli iPhone più vecchi. L’annuncio della Direzione generale per la politica di concorrenza, gli affari dei consumatori e il controllo delle frodi francese rileva che Apple ha accettato di pagare la multa e mostrerà un comunicato stampa sul suo sito Web per un mese. La multa è il risultato di un’indagine iniziata all’inizio del 2018.

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