Giorgio Martini

A mio parere, se contattasse la finanziaria ed espone la situazione come ha fatto qui, sicuramente troverebbe qualcuno che si renderà conto che pagare 165 euro mensili su un reddito di 500 non è sostenibile nel lungo periodo.

Sono, pertanto, fiducioso che un creditore responsabile ed equo si renda disponibile ad accordare al debitore una riduzione della rata mensile ad un importo pari almeno al 20% di quanto il debitore stesso percepisce mensilmente (100 euro, come da lei proposto).

Tuttavia, qualora la finanziaria creditrice non volesse sentire ragioni, la cosa da fare è revocare a Poste Italiane l’onere di saldare l’addebito mensile di 165 euro a servizio del rimborso del prestito in corso e interrompere il pagamento rateale: in questo modo, poichè una pensione, di invalidità, di vecchiaia e quant’altro con rateo di 500 euro non è pignorabile, la creditrice dovrà necessariamente attendere che per il debitore passi la nottata di eduardiana memoria. Se la finanziaria insoddisfatta anche volesse pignorare la busta paga, che le auguro di poter percepire quanto prima, dovrà accontentarsi del 20% mese: come dire, per recuperare almeno i 165 euro mese, dovrà sperare che lo stipendio del debitore arrivi almeno a 825 euro.

Se i creditori vogliono la guerra, che guerra sia!

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