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Giovanni Napoletano

Una delle contromisure per cercare di contenere il coronavirus è stata l’interruzione dei collegamenti aerei: molti utenti sono quindi rimasti a terra dopo la cancellazione del loro volo.

Cosa possono fare i passeggeri mancati in questo caso?

Se il viaggio è stato disdetto ma non si era stipulata una polizza assicurativa a copertura della cancellazione del volo, si può comunque avere un rimborso.

La decisione di bloccare tutti i voli dall’Italia alla Cina e viceversa di fatto obbliga le compagnie aeree a restituire quanto pagato dagli utenti per i biglietti di viaggio.

Anche in caso di pacchetti vacanza e viaggi che prevedano il transito in Cina, i consumatori che intendano recedere prima della partenza hanno diritto al rimborso.

Questo in virtù delle previsioni del Codice del turismo.

Tale Codice infatti recita che in caso di circostanze inevitabili e straordinarie … il viaggiatore ha diritto di recedere dal contratto, prima dell’inizio del pacchetto, senza corrispondere spese di recesso, ed al rimborso integrale dei pagamenti effettuati per il pacchetto, ma non ha diritto a un indennizzo supplementare.

Dunque, i rimborsi saranno totali, in caso di mancata fruizione del pacchetto vacanza, o parziali qualora gli utenti si accordino con agenzie e tour operator per mete alternative e pacchetti di inferiore valore economico.

Al momento non è possibile stimare l’entità dei rimborsi.

Per ottenere il rimborso, quindi, bisogna in primo luogo contattare la compagnia o l’agenzia di viaggi per chiedere informazioni sul riaccredito di quanto speso per biglietti e pacchetti.

Meglio inviare una raccomandata a/r e richiedere il rimborso entro 15 giorni e poi rivolgersi, nel caso, all’associazione dei consumatori più vicina.

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