Rosaria Proietti

Non penso di essere perseguitato dall’agenzia delle entrate, ma di essere finito nel mirino di qualche funzionario che non persegue i doveri impostigli dalla sua professione, ma fini privati.

La vicenda del mio ex datore di lavoro, a mio parere non è casuale.

Fui infatti io stesso, qualche mese prima , che recatomi presso i loro uffici, esposi ad un funzionario la situazione in cui mi trovavo, garantendogli che, dopo il decesso di mio padre, avrei ripreso a lavorare e avviato un piano di rientro rateale, indicandogli quell’impresa, con la quale avevo avuto solo dei contatti, ma che mi aveva dato disponibilità.

Se avessi indicato un altra impresa, sarebbe arrivato a quella, ne sono certo. Hanno usato le informazioni che gli ho dato contro di me.

Il fatto stesso che si siano attivati iappena ricevuta la comunicazione del decesso di mio padre, e non abbiano nemmeno aspettato l’assunzione , non può farmi pensare a qualcosa di casuale.

Sulla cambiale, ricordo che all’epoca, le cartelle portavano la dicitura ” agiremo presso i tuoi creditori” .
Il mio debitore era una persona facoltosa, nonchè un influente politico locale.

Faccio una professione impossibile da svolgere con i mezzi pubblici, poiché bisogna recarsi in cantieri e nei luoghi più disparati e sperduti, anche questo sapevano bene , come sapevano che il debito originario era dovuto a una disgrazia capitatami nel 2000, sulla quale hanno deciso di speculare.

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