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Ornella De Bellis

Succede molto spesso questo: il responsabile della valutazione del merito creditizio (credit score) del richiedente il prestito, oltre ad effettuare le tradizionali visure nei Sistemi di Informazione Creditizie (SIC) privati e nella Centrale Rischi pubblica CR della Banca d’italia, per rendere più efficace il servizio offerto all’azienda datrice di lavoro e meritorio il proprio apporto nella individuazione di clienti affidabili, consulta quelle che, in gergo tecnico, vengono definite come banche dati occulte dei cattivi pagatori.

Se io opero in una filiale milanese delle banca Pinco Pallino posso consultare, ad esempio, i contenuti visualizzabili censiti nell’archivio elettronico di uno specifico SIC, filtrati per provincia o regione di residenza del cattivo pagatore e per data di oscuramento della registrazione in scadenza, appuntando su un semplice foglio di calcolo il Codice Fiscale del cattivo pagatore. Creo, così, una banca dati occulta dei cattivi pagatori, con il risultato che se dopodomani mi si presentasse un cliente non più censito in un SIC o in CR io saprei comunque che quel codice fiscale è stato comunque registrato in una centrale rischi, con il livello di dettaglio delle informazioni prescelto al momento della creazione dei record.

Ecco, fra gli addetti ai lavori circolano molte di queste basi dati cosiddette occulte, distribuite a pagamento da terzi (che hanno accesso alle informazioni come intermediari finanziari) su chiavetta USB o CD e che sono finalizzate a vanificare le disposizioni imposte dal Garante per la protezione dei dati personali, rendendo perpetua la classificazione di cattivo pagatore per i soggetti il cui nominativo sia transitato, almeno una volta, in una centrale rischi, pubblica o privata.

Ora, non è detto che il responsabile della filiale di banca presso la quale si recherà a chiedere il mutuo si sia necessariamente attrezzato con una propria banca dati occulta dei cattivi pagatori, ma la premessa voleva solo rimarcare la circostanza che nella vita non si può mai esser sicuri di nulla.

Naturalmente, altri fattori, del tutto legittimi, potrebbero influenzare la valutazione della affidabilità creditizia del richiedente il mutuo, determinando la decisione di diniego del prestito: ad esempio, nel suo caso specifico, l’incaricato preposto a stabilire il suo credit score potrebbe concludere che la rata di cessione del quinto in corso e la rata necessaria al rimborso del mutuo potrebbero determinare un importo residuo della busta paga non sufficiente a soddisfare le esigenze correlate all’attuale livello di vita condotto dal cliente (le informazioni su questo particolare aspetto vengono, di solito, acquisite durante il colloquio di rito nella fase di pre-istruttoria della pratica).

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