Giovanni Napoletano

Il Consiglio di Stato, nella sentenza 879 del 4 febbraio 2020, ha statuito che il rimborso per le bollette a 28 giorni deve avvenire in modo automatico e non devono essere gli utenti a farne istanza.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (sez. VI), con la sentenza n. 879 del 4 febbraio, ha respinto l’appello proposto dalla compagnia telefonica Vodafone Italia, contro l’AGCOM, con l’intervento di alcune associazioni di consumatori (Unione per la difesa dei consumatori, l’Associazione Codici, il Codacons, l’Austel Onlus, l’Associazione Movimento Consumatori).

Il ricorso era teso alla riforma di due sentenze del TAR Lazio (Sez. III, n. 11304/2018 e n. 12481/2018).

Per il Consiglio di Stato i rimborsi per le tariffe a 28 giorni devono avvenire in modo automatico, mentre la pratica finora attuata ha visto le compagnie rimborsare unicamente coloro che, in modo esplicito, avevano inoltrato la relativa istanza.

Nello specifico, la pronuncia in esame ha rigettato il ricorso di Vodafone nei confronti della delibera Agcom in tema di rimborsi, facendo riferimento non solo alla compagnia soccombente, bensì a tutti gli operatori telefonici.

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