Giuseppe Pennuto

La manovra (legge 160/2019), entrata in vigore all’inizio dell’anno, ha previsto l’equiparazione dei monopattini elettrici alle biciclette: si applicano i limiti di velocità che un decreto ministeriale (229 del 4 giugno 2019) ha previsto per i velocipedi.

Dal 1° gennaio 2020, dunque, questi mezzi possono circolare in strada, come fanno le biciclette, basta che lo facciano a una velocità che non vada oltre i 20 km/h.

Ecco in sintesi le nuove regole per chi vuole destreggiarsi nel traffico a bordo di questo mezzo.

Per guidare i monopattini elettrici non serve la patente né l’assicurazione. Basta essere maggiorenni o possedere una patente AM.

Non serve il casco anche se è suggerito l’utilizzo. Di notte è obbligatorio indossare giubbotto o bretelle riflettenti.

Non si può andare con i monopattini elettrici su vie pavimentate in pietra di fiume, corsie preferenziali vicine ai binari del tram, parcheggi a fondo cieco e gallerie pedonali.

Sono vietati i marciapiedi e le strade dove il limite si alza a 50. Si possono percorrere le piste ciclabili e le zone 30.

Il monopattino elettrico non può superare i 500 watt di potenza. Deve avere un limitatore di velocità. Non può superare i 20 Km/h.

Dalla formulazione del comma 75 non è chiarissimo se nelle aree pedonali la velocità vada regolata sui 6 km/h come prevede il Dm 229/2019.

Il monopattino elettrico deve essere dotato di un segnalatore acustico e di luci.

Per quanto riguarda il parcheggio, per i monopattini elettrici si possono utilizzare gli spazi adibiti a biciclette e motorini.

L’equiparazione alle bici vale solo per i monopattini. Per gli altri micromezzi citati dal decreto ministeriale 229/2019 (segway, hoverboard e monowheel) continua la sperimentazione nelle aree individuate dai Comuni.

Per tutti è vietato circolare sui marciapiedi (pratica molto comune).

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