Annapaola Ferri

La conversione in legge del decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio ha nuovamente messo mano alla soglia da cui scatta il divieto di utilizzare i contanti per i pagamenti, portandola da 3 mila a 2 mila euro a partire dal primo luglio 2020, e poi a mille euro dal primo gennaio 2022. Si tratta di limiti che intervengono nel trasferimento di denaro per qualsiasi ragione: in pratica, salvo modifiche, dal primo gennaio 2022 per comprare un qualsiasi bene del costo superiore o uguale a mille euro, non sarà possibile pagare in contanti.

Per le violazioni commesse e contestate dal 1/7/2020 la sanzione minima applicabile sarà di 2 mila euro; dal 1/1/2022 varierà ulteriormente a 1.000 euro.

Fino al 30 giugno 2020, pertanto, il limite di utilizzo dal contante resta ancorato all’importo di tremila euro.

Ricordiamo che la normativa vigente stabilisce che gli stipendi del settore privato devono essere pagati in modo tracciabile, ovvero con bonifici bancari, pagamenti elettronici, assegni o pagamenti tramite un conto corrente di tesoreria a prescindere dall’importo. In breve, nel settore privato non possono essere utilizzati contanti consegnati direttamente al lavoratore, e che la firma del lavoratore sulla busta paga non costituisce prova di pagamento.

Anche per gli stipendi del settore pubblico e le pensioni, restano intatte le norme antiriciclaggio secondo le quali i pagamenti per importi uguali o superiori a mille euro devono essere eseguiti utilizzando esclusivamente bonifici bancari o postali o accredito attraverso carte con IBAN. Sono esclusi da tale obbligo i pagamenti della tredicesima mensilità.

Per visualizzare l'intera discussione, completa di domanda e risposta, clicca qui.