Genny Manfredi

Come ben sappiamo, il reddito di cittadinanza ha un massimo per la componente ad integrazione del reddito familiare, fissato alla soglia di euro 6 mila annui moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza ed una componente, ad integrazione del reddito dei nuclei familiari residenti in abitazione in locazione, pari all’ammontare del canone annuo previsto nel contratto in locazione, come dichiarato a fini ISEE, fino ad un massimo di euro 3 mila e 360 annui (oppure fino ad un massimo di mille e 800 euro annui ai nuclei familiari residenti in abitazione di proprietà per il cui acquisto o per la cui costruzione sia stato contratto un mutuo da parte di componenti il medesimo nucleo familiare).

E’ evidente, allora, che al diminuire dell’indennità di disoccupazione, la componente di integrazione del reddito familiare dovrebbe aumentare fino a mantenere il massimo del reddito di cittadinanza nei limiti stabiliti per legge.

Può anche darsi che la risposta del sistema di calcolo non sia immediata, nel qual caso l’INPS provvederà sicuramente ad una compensazione (su base annuale) attraverso la liquidazione di una somma aggiuntiva che tenga conto dell progressiva diminuzione del reddito familiare riconducibile all’indennità di liquidazione.

Insomma, bisogna avere fede!

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