Gennaro Andele

Sembra quasi che i big delle telecomunicazioni operanti nel nostro paese si siano messi d’accordo per prendere più soldi in modo più o meno consapevole da parte di chi acquista ricariche per le proprie Sim.

Il meccanismo è semplice: compri una ricarica di 5 o 10 euro, ma poi scopri che si tratta di ricariche di 4 e 9 euro, ché l’euro che non ti viene considerato è perché ti hanno fatto un’offerta imperdibile.

Tim e Wind 1 euro lo usano per darti Giga illimitati per 24 ore, mentre Vodafone “offre” 3 Giga in più da usare in un mese.

Nella loro pubblicità questo tipo di servizio è quasi impercettibile.

Il gioco però è più che evidente, visto che se uno si va a comprare una ricarica non ci fa caso più di tanto ed è più che scontato che creda di aver comprato un servizio di ricarica per 5 o 10 euro, non un servizio con un trucco spacciato per premi.

Questa pratica si evolve sempre a sfavore delle tasche dei consumatori, riducendo il loro potere d’acquisto su quello che realmente desiderano acquistare, e per questo si vedono rifilare prodotti che nella maggior parte dei casi non gli servono.

Ad esempio, Giga illimitati per un giorno: a meno che uno non si sia organizzato per scaricarsi i video più “pesanti” di tutto il web, concentrandoli in quello specifico giorno, crediamo che mediamente si tratti di una possibilità che non verrà mai sfruttata.

E l’acquirente perde 1 euro della sua ricarica, che i gestori incassano con costi vicini allo zero per loro.

Dopo le bollette di 28 giorni, che non stanno rimborsando nonostante le sentenze definitive che impongono loro di farlo, ecco cosa si sono inventati ora.

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