Giovanni Napoletano

Tutti i consumatori hanno la facoltà di chiedere informazioni di dettaglio sulla bolletta al proprio fornitore, qualora avessero dei dubbi sugli importi o su qualsiasi altra voce contenuta all’interno della fattura, ad esempio sui prezzi unitari applicati, il costo dell’energia e il costo del gas.

Può anche capitare che arrivino importi stratosferici da pagare, e allora ci si dovrà attivare per chiedere chiarimenti al gestore.

Per agire preventivamente, ecco allora alcuni piccoli accorgimenti per tenere sotto controllo le bollette delle utenze ed evitare poi di incappare in brutte sorprese.

Se la fattura non arriva, ameno di non aver scelto la bolletta elettronica, è sicuramente un’anomalia.

Dopo aver controllato sul contratto i tempi di invio della fatturazione (in genere bimestrale, ma alcune compagnie la inviano anche mensilmente o trimestralmente), e se ci si rende conto che la bolletta non arriva da diversi mesi, sarà necessario contattare il gestore dopo aver effettuato l’autolettura.

I consumi fatturati sono quelli effettivi?

L’autolettura è l’operazione che consente di comunicare al proprio fornitore di luce o gas quanto si è effettivamente consumato. Si tratta di un’operazione importante, perché permette al gestore di addebitare sulla bolletta costi relativi ai consumi reali.

In mancanza di questo dato, la fattura si baserà sulla stima di consumo, che potrebbe non corrispondere a quanto effettivamente consumato.

Per sapere nel dettaglio quando è necessario effettuare l’autolettura, è possibile consultare l’ultima bolletta ricevuta, che riporta la scadenza in una sezione dedicata.

Non è consentito per legge pretendere somme relative a consumi risalenti a 5 anni precedenti alla data di emissione della fattura.

Se fosse così, si tratterebbe di un importo caduto in prescrizione, e allora converrà sospendere il pagamento della fattura relativamente a quegli importi, ma contemporaneamente inviare al fornitore un reclamo scritto con raccomandata.

Il tuo profilo è corretto?

È il tipico caso in cui ad esempio si è richiesta una fornitura come residenti, ma in fase di stipula per errore si applica la tariffa non residenti, notoriamente più alta.

Stessa cosa per le condizioni riservate a uso domestico dell’abitazione che sempre per sbaglio diventano condizioni destinate ad altri usi.

Ancora una volta conviene inviare un reclamo al gestore pretendendo che invece si applichino le condizioni del profilo che si stabilito in fase di stipula del contratto.

Inoltre, se ad esempio si è richiesta una tariffa bioraria, controllare sempre in fattura che si sta pagando per quel tipo di condizione, perché se non fosse così e i nostri consumi si concentrassero fuori dalle fasce di tariffazione ridotta, sarà facile che la bolletta sia molto più alta del previsto.

Concentrando i consumi nelle fasce orarie più convenienti, è possibile infatti ottenere un notevole risparmio, e contribuire ad un utilizzo più consapevole dell’energia.

Un altro modo per tenere sotto controllo i consumi e bolletta è assicurarsi di scegliere una tariffa conveniente, che tenga conto delle abitudini di consumo e del nostro profilo di utente.

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