Ludmilla Karadzic

Dopo aver accertato quale sia l’interlocutore giusto, ovvero il legittimo titolare del credito, e la correttezza circa l’entità delle somme pretese, occorre capire se il debito sia, o meno, prescritto, essendo trascorso presumibilmente più di un decennio dalla data in cui avrebbe dovuto essere pagata l’ultima rata del piano di ammortamento del prestito.

Ricordiamo che il creditore può interrompere il decorso della prescrizione notificando al debitore una comunicazione (con raccomandata AR) in cui intima al debitore il pagamento del dovuto: in pratica una diffida ad adempiere come quella appena ricevuta dall’ufficio legale che si sta occupando del recupero del presunto credito.

Accade però che la notifica può perfezionarsi correttamente anche in assenza della consegna al debitore (o dei dei soggetti abilitati) dopo 10 giorni di giacenza presso l’ufficio postale.

Dunque, bisogna riscrivere al creditore, sempre con raccomandata AR, dichiarandosi disposto ad adempiere all’obbligazione scaduta, purché non prescritta. Allo scopo si richiederà, cortesemente, copia degli avvisi di ricevimento relativi a comunicazioni inviate al debitore utili alla verifica di una eventuale interruzione dei termini di prescrizione.

Il creditore cessionario, infatti, potrà procedere esecutivamente se, e solo se, riesce a dimostrare al giudice che a partire dal 2006 la prescrizione del credito è stata efficacemente interrotta.

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