Giorgio Martini

Se l’azione esecutiva è già stata avviata, per non complicare la procedura e rischiare una dilazione indefinita dei tempi di pignoramento, le conviene attendere il perfezionamento dell’iter.

Altrimenti, il creditore deve rinunciare agli atti, ex articolo 629 del codice di procedura civile, accettare la somma offerta dal debitore e procedere con un nuovo precetto per ottenere il dovuto al netto di quanto anticipato. Il creditore che abbia rinunciato agli atti, infatti, può ugualmente avvalersi del medesimo titolo per promuovere un’altra azione esecutiva.

Tuttavia, secondo l’interpretazione di alcuni tribunali, l’estinzione del processo esecutivo obbliga il creditore procedente a procurarsi un nuovo titolo esecutivo. Dunque, è bene consultare un avvocato per capire se e come muoversi e valutare l’aggravio eventuale di spese per avviare una nuova azione esecutiva.

In alternativa, per venire incontro alle esigenze del debitore e contemperare l’interesse del creditore ad abbreviare i tempi di rimborso, una volta che il pignoramento verso terzi abbia prodotto l’abbattimento dell’importo assegnato, tale da residuare una somma pari ai diecimila euro oggi offerti, il creditore potrà pensare ad accettare la somma ed estinguere l’azione esecutiva.

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