Giorgio Valli

Quando nel corso di un anno di imposta (ad esempio il 2015) il dipendente presta servizio presso due diversi datori di lavoro, ciascuno dei due applica detrazioni e ritenute IRPEF in base alle retribuzioni da ciascuno dei due erogate. Il primo dei due non può, naturalmente, prevedere l’evolvere futuro dei redditi percepiti dal dipendente; il secondo dei due non conosce quanto è già stato percepito dal dipendente durante l’attività precedentemente prestata.

Per questo motivo, l’anno successivo (nel caso il 2016), il lavoratore è tenuto a simulare (ed eventualmente a presentare sotto la propria responsabilità) una dichiarazione 730, aggregando i dati delle due Certificazioni Uniche (CU) ricevute, in modo da calcolare correttamente l’Imposta sul Reddito delle Perone Fisiche (IRPEF) complessivamente dovuta (comprese le addizionali regionali e comunali) nonché le detrazioni complessive a cui ha diritto (restituendo quelle che, eventualmente, gli sono state anticipate in misura maggiore, come nella fattispecie, gli importi relativi al cosiddetto bonus Renzi). Eventuali errori commessi non possono essere attribuiti al primo, o al secondo datore di lavoro.

Per finire, va precisato che le addizionali regionali e comunali si pagano in relazione al luogo di residenza del contribuente.

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