Andrea Ricciardi

I nuovi dispositivi installati sulle autostrade, detti anche tutor autostradali, sono stati attivati alla fine del luglio scorso con il sistema di controllo elettronico SICVe-PM: da quel momento, tra gli utenti del web, si sono diffuse informazioni sul fatto che i nuovi apparecchi siano o meno in grado di scoprire il mancato pagamento del bollo auto.

La differenza, rispetto ai vecchi tutor, è che questi riescono a rilevare il flusso del traffico per merito delle stazioni periferiche, installate, appunto, in alcuni punti critici.

Il funzionamento è basato su un radar, un server centrale e un dispositivo di accertamento delle violazioni.

In sostanza, mentre il veicolo si trova in marcia, il tutor è in grado di rilevare due velocità, quella media e la velocità istantanea, il sistema scatterà una foto che sarà inviata al centro di controllo e qualora si accerti la violazione sarà inviata la multa direttamente a casa dell’automobilista.

Detto questo, va fatto notare che I tutor non possono vedere se il veicolo è in regola con il pagamento del bollo auto.

Inoltre, va detto, non esiste nessuna norma che impedisce di circolare qualora non fosse pagata la tassa automobilistica.

Infatti, il bollo è un tributo imposto dalla normativa fiscale nazionale, non dal codice della strada, e riscossa dalle Regioni.

Se si dimentica di pagare il bollo auto, è possibile pagarlo in ritardo con il ravvedimento operoso, che permette di pagare una sanzione ridotta.

Il ravvedimento operoso può essere utilizzato solo se il pagamento del bollo avviene entro 12 mesi dalla data di scadenza del bollo auto.

In caso contrario, si riceverà una cartella esattoriale dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

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