Carla Benvenuto

Il mancato rientro dal fido comporterà la chiusura unilaterale del rapporto di conto corrente, con la conseguente segnalazione in Centrale Rischi della Banca d’Italia, il passaggio a perdita ed in sofferenza dell’esposizione debitoria e la cessione del credito ad una società cessionaria. Ciò significa che per un po’ di tempo non avrà più accesso al credito per qualsiasi attività di tipo imprenditoriale e/o per soddisfare esigenze personali e verrà contattato per il rimborso del importo di fido non coperto.

Anche i fornitori beneficiari degli assegni postdatati e scoperti saranno legittimati ad avviare, nei suoi confronti, azioni esecutive per la merce non pagata. L’emissione di assegni scoperti le costerà, inoltre, l’iscrizione semestrale nella Centrale di Allarme Interbancaria (CAI), una sanzione amministrativa irrogata dal Prefetto (che le verrà notificata fra qualche anno) e possibili azioni esecutive di recupero degli importi facciali degli assegni da parte dei fornitori: azioni che, tuttavia, difficilmente verranno avviate (almeno nel breve termine) considerando che lei è nullatenente e non possiede ancora una occupazione, stabile, da lavoratore dipendente.

Appena e quando comincerà a respirare le verrà pignorato la stipendio (o la pensione) in ragione di un quinto della retribuzione e il conto corrente (per intero).

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