Ornella De Bellis

Le informazioni relative a fallimenti o altre procedure concorsuali, possono essere conservate per un periodo di tempo non superiore a 10 anni dalla data di apertura della procedura del fallimento: decorso tale periodo, i dati raccolti possono essere ulteriormente utilizzati dal fornitore di informazioni commerciali solo quando risulti avviata una nuova procedura fallimentare o concorsuale riferita al soggetto censito.

Anche, le informazioni relative ad atti pregiudizievoli ed ipocatastali (ipoteche e pignoramenti) possono essere conservate per un periodo di tempo non superiore a 10 anni dalla data della loro trascrizione o iscrizione.

Tali informazioni vengono raccolte da società specializzate che offrono servizi in ambito commerciale consistenti nella valutazione della situazione economica, finanziaria e patrimoniale, e nella segnalazione di eventuali rischi relativi ad operatori commerciali ed imprenditori (compresi gli amministratori delegati di compagini societarie costituite in qualsiasi forma giuridica).

Operative in questo settore sono le società associate in ANCIC (Associazione nazionale tra le imprese di informazione commerciale e di gestione del Credito) e FEDERPOL (Federazione italiana degli istituti privati per le investigazioni, per le informazioni e per la sicurezza).

Tuttavia, le informazioni censite a cura dei Sistemi di Informazione Creditizia privati (SIC), nel cui ambito opera la CRIF (Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria), sono soggette al codice deontologico e di buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti: in buona sostanza, l’informazione relativa al mancato o ritardato pagamento di un prestito personale non può essere più visualizzata (e, dunque, utilizzata) dopo che siano decorsi dai tre ad un massimo di cinque anni (limitatamente a casi particolari di reiterazione della segnalazione) dalla data di censimento.

Diverso è il discorso relativo alle informazioni pubbliche, provenienti dai tribunali (pignoramento, fallimento, iscrizione ipotecaria giudiziale su un bene immobile di proprietà) e, talvolta, anche dai Pubblici Registri Immobiliari: il codice deontologico sulle informazioni commerciali adottato nel 2016 dall’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, individua le adeguate garanzie e modalità di trattamento dei dati personali a tutela dei diritti degli interessati da porre in essere nel perseguire le finalità di informazione commerciale. Come, abbiamo visto per quello che è qui di interesse, l’informazione commerciale proveniente da fonti pubbliche può essere conservata, e resa accessibile a terzi, per un massimo di dieci anni.

Concludendo, i suoi timori per la reputazione commerciale della spa di cui è socio ed amministratore delegato sono infondati se relazionati all’iscrizione del suo nominativo in CRIF per problematiche passate legate all’omesso (o ritardato) rimborso di un prestito acquisito come persona fisica e consumatore.

Per visualizzare l'intera discussione, completa di domanda e risposta, clicca qui.

Domande

Forum

Sezioni

Home

Argomenti

Altre Info

Cerca