Gennaro Andele

Un nuovo giallo si apre sulla città eterna: a Roma, infatti, la magistratura cha aperto una formale inchiesta, per accertare la destinazione dei fondi derivanti dalle contravvenzioni stradali che, per legge, devono essere destinati alla manutenzione delle strade.

La vicenda nasce da un dossier presentato alla Procura della Repubblica di Roma che ora, tramite il pm Antonia Giammaria, indaga per il reato di falso e ha affidato verifiche approfondite alla Guardia di Finanza.

Nel documento presentato, una serie di dati circa i fondi impegnati dai municipi per i lavori di manutenzione stradale che, tuttavia, sarebbero stati eseguiti solo in parte, con il sospetto che i proventi delle multe stradali siano stati destinati a voci di spesa che nulla hanno a che vedere con la sicurezza delle strade.

L’art. 208 del Codice della strada stabilisce in modo preciso come i proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie debbano essere destinati a interventi di sostituzione, di ammodernamento, di potenziamento, di messa a norma e di manutenzione della segnaletica delle strade di proprietà dell’ente.

Negli ultimi anni, tuttavia, il Comune di Roma avrebbe effettivamente speso per tali opere meno di quanto impegnato in bilancio: 108 milioni nel 2016 contro i 348 milioni impegnati; 155 milioni nel 2017 contro i 355 impegnati.

E i fatti sembrano dimostrare questa tesi: ad esempio il Municipio IV attestava di aver eseguito opere di pronto intervento; sistemazione localizzata di pavimentazione stradali in conglomerati bitumosi; marciapiedi; guard-rail di protezione/parapedonali; segnaletica stradale ecc.

Peccato che lo scorso aprile le strade del municipio apparissero come un cantiere a cielo aperto, come dimostrano le foto scattate.

Non va meglio nell’VIII Municipio, che nei documenti ufficiali parla di “chiusura buche su tutto il Territorio del Municipio VIII dal 22 gennaio 2018”, mentre le verifiche attestano uno stato disastroso del manto stradale.

Addirittura nel Municipio VII, in via Ciamarra, si presentavano errori grossolani di progettazione in prossimità delle strisce pedonali, con un’aiuola mal curata è posizionata esattamente innanzi all’attraversamento pedonale.

Si vuole, dunque, capire dove sono finiti i soldi pagati dai cittadini attraverso le multe, poiché è assurdo che mentre l’asfalto della capitale versa in condizioni pietose, i soldi impegnati in bilancio siano stati utilizzati solo in parte, e magari sono finiti a finanziare altre spese che nulla hanno a che vedere con la manutenzione stradale. S

Se l’inchiesta della Procura accerterà illeciti, sarà chiesto un maxi-risarcimento al Comune colpevole di non aver vigilato sui lavori stradali, con conseguente danno per i cittadini romani.

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