Andrea Ricciardi

Partite di Seria A e coppe europee, film e serie tv, tutto illimitato ed a soli 12 euro al mese: era questo
che si riusciva ad ottenere grazie al pezzotto, decoder pirata (dal costo di 60 euro una tantum) ormai diffusissimo sul territorio italiano.

Si parla, all’incirca, di un business da 60 milioni di euro all’anno.

La Guardia di Finanza, coordinata dalla procura di Napoli, ha avviato le indagini nel 2015, partendo dal basso, dai sodali italiani di un’organizzazione internazionale che ha condotto i militari fino in Grecia.

Un’indagine coordinata all’estero da Eurojust ed Europol, che alla fine si è incrociata con un’inchiesta su server all’estero della Polizia postale.

Ma la Guardia di Finanza ha staccato la spina alla diffusissima piattaforma streaming Xstream Codes, in un maxi-blitz messo a segno anche dalla Polizia contro le iptv illegali, 700mila utenti erano online.

Ma sono 5 milioni i potenziali clienti.

Anche loro rischiano: si multe fino a 25mila euro al mese e la reclusione da sei mesi a 3 anni, visto che gli investigatori, come hanno spiega il colonnello Giovanni Reccia, comandante del Nucleo speciale tutela della privacy e frode tecnologica, e il comandante dei gruppi operativi, Gianluca Berruti, intendono risalire agli «abbonati» attraverso la traccia ip, l’indirizzo dell’apparecchio collegato a internet e le carte con cui sono stati effettuati i pagamenti.

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