Gennaro Andele

In Italia non accenna a fermarsi la costante crescita dello shopping online: sebbene lo sviluppo registrato non abbia mostrato rialzi repentini, i dati confermano che il settore e-commerce continua a palesare un durevole miglioramento nelle preferenze dei consumatori.

Nel 2018, infatti, nel nostro Paese si è registrato un aumento dell’8% sul tema, con oltre 23,5 milioni di italiani che propendono ad affidarsi al web per i propri acquisti, utilizzando sempre più Smartphone (31%) e Tablet (7%).

Ma le insidie in questo mondo ancora da esplorare rimangono dietro l’angolo e, proprio per questo, alcune associazioni dei consumatori hanno deciso di stilare una classifica delle e-commerce più affidabili.

Comparando un centinaio di siti sulla base di criteri come la completezza delle informazioni sull’azienda, sul prodotto, sulle informazioni legali relative a diritto di recesso, del foro competente, la policy sulla privacy, uso dei cookies e i servizi post-vendita, si è arrivato a fare un elenco che premia le più virtuose e segnala le meno attendibili.

La migliore di tutte è risultata Cooponline.it seguita da Mondadoristore.it e Decathlon.com.

Al quinto posto, alle spalle di Mediaword.com, si presenta poi il colosso Amazon.it che consente comunque di effettuare il reso in maniera facile e veloce.

Dall’altro capo della lista, bandiera nera invece su Wish.com, scarsa nel servizio clienti, e Ebay.com, a causa della tutela in caso di problemi riservata solo ai pagamenti effettuati con PayPal.

Non è tutto.

Dopo aver posto i campanelli di allarme, è bene informare i consumatori a giostrarsi nell’eventualità che qualcosa possa andare comunque storto.

Esistono infatti due procedure da poter applicare nel caso in cui si dovessero verificare problemi dopo aver mandato il reclamo scritto all’azienda da cui abbiamo acquistato.

Se non si ottiene risposta o la risposta è negativa si può intervenire con l’ADR, ossia la procedura di risoluzione alternativa delle controversie (che fornisce una soluzione rapida tra consumatore e impresa da attivare anche presso la Camera di commercio territorialmente competente), oppure con l’ODR, ossia la risoluzione online delle controversie, che consente al consumatore di iscriversi ad una piattaforma telematica ideata dalla Commissione europea per questo genere di problemi.

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