Genny Manfredi

Quando un soggetto S (ospitato) richiede il trasferimento di residenza presso una unità abitativa in cui già convivono altre persone, uno dei membri della famiglia ospitante (tipicamente il proprietario dell’immobile o il conduttore titolare di contratto di locazione) che già abita nell’appartamento, deve dichiarare (e sottoscrivere) il consenso ad ospitare il soggetto S che chiede il trasferimento di residenza e, inoltre, deve precisare se con S intercorrono rapporti di parentela, affinità o affettivi, oppure no.

Nella prima ipotesi il soggetto S (ospitato), e gli altri membri della famiglia ospitante vengono inseriti nei registri anagrafici della popolazione residente nella stessa famiglia anagrafica F, cioè compaiono tutti nel medesimo stato di famiglia. E’ quanto accaduto nella situazione descritta: probabilmente qualcuno ha dichiarato che fra il soggetto S ed i membri della famiglia ospitante intercorrevano rapporti affettivi.

Per stabilire il nucleo familiare N di un membro della famiglia anagrafica F, si parte dallo stato di famiglia e si eliminano poi eventualmente alcuni componenti e se ne aggiungono altri in base a regole definite nel Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DPCM) 159/2013 (nucleo familiare ai fini ISEE). Ad esempio un minore di 18 anni che facesse parte della famiglia anagrafica F, non convivente con i propri genitori, verrebbe escluso dal nucleo familiare N ed andrebbe a far parte del nucleo familiare dei suoi genitori.

Nel caso specifica, per fortuna esplicativa, i membri della famiglia anagrafica F coincidono con i componenti del nucleo familiare N.

Ora che la frittata è fatta, come tornare indietro ed eliminare S dal nucleo familiare N derivante dalla famiglia anagrafica F? Quello che è certo è che non si può tornare negli uffici anagrafici e dire all’Ufficiale di anagrafe che il membro della famiglia ospitante, a suo tempo, sbagliò a sottoscrivere la dichiarazione resa (difficile asserire che un rapporto di parentela si sia estinto, anche se è più facile affermare che un rapporto di affinità possa essersi sciolto o un rapporto di affettività si sia esaurito: ma, occorre provarlo).

Le opzioni residue sono:

  1. assassinare S;
  2. recarsi dall’Ufficiale di anagrafe dichiarando che S è irreperibile, con il duplice effetto indesiderato di rendere una dichiarazione mendace e di far registrare S fra i residenti del Comune irreperibili e senza fissa dimora;
  3. registrare un contratto di comodato presso Agenzia delle Entrate, ufficializzando (implicitamente) la posizione di S come soggetto ospitato per ragioni di cura, lavoro, o altro presso l’abitazione in cui dimora la famiglia che lo aveva ospitato inizialmente con affetto.

In pratica, si dà un motivo all’ufficiale d’anagrafe perché possa ritenere superata dai tempi e dagli eventi successivi la prima dichiarazione resa. Se vogliamo, il rapporto affettivo dichiarato inizialmente si è trasformato in un rapporto di solidarietà sociale o di scambio (comodato per una stanza e relativi arredi in cambio di prestazioni gratuite, ad esempio).

Fatto questo, presso la stessa unità abitativa verranno costituite due famiglie anagrafiche distinte (due stati di famiglia distinti), una di cui farà parte solo S e l’altra di cui faranno parte i membri della famiglia anagrafica esistente prima che fosse ospitato S. E così due nuclei familiari ai fini ISEE distinti, uno con S come unico componente e l’altro con gli stessi componenti della famiglia anagrafica esistente prima che fosse ospitato S.

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