Ornella De Bellis

Dobbiamo distinguere fra centrali rischi private (CRIF, Experian Cerved, CTC, Assilea) e centrale rischi pubblica CR Banca d’Italia. Nella CR gestita dalla Banca d’Italia la posizione censita viene ancora visualizzata agli intermediari per i 36 mesi successivi all’intervenuta cessione del credito.

Nei Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC), conosciuti anche come centrali rischi private (CRIF, Experian Cerved, CTC, Assilea), laddove la regolamentazione è più favorevole al debitore, la posizione censita resta visualizzata da un minimo di 3 anni ad un massimo di cinque successivi alla data in cui avrebbe dovuto essere pagata l’ultima rata di rimborso del prestito, e dunque, indipendentemente dagli eventuali aggiornamenti effettuati dal segnalante.

In entrambi gli scenari, gli aggiornamenti della posizione possono essere effettuati anche dal cessionario qualora, per quanto attiene la CR Banca d’Italia, sia un soggetto vigilato dall’Istituto di Emissione oppure se, limitatamente al caso dei SIC, il cessionario risulta volontariamente aderente alla specifica centrale rischi privata.

Questo è un aspetto da tenere in considerazione per le posizioni debitorie censite in CR Banca d’Italia e transate con accordi perfezionati con una società cessionaria del credito soggetta a vigilanza attraverso piani di rientro pluriennali: la continuità della permanenza della posizione in CR può essere positiva da un lato, qualora i pagamenti procedano regolarmente, testimoniando, comunque, un ravvedimento del debitore seppure tardivo, ovvero può assumere le caratteristiche di una pena senza fine (ove per pena si intende la persistente segnalazione) quando anche gli accordi transattivi non vengano rispettati dal debitore.

Quindi, per la CR Banca d’Italia, tutto dipende se la posizione è stata chiusa con una cessione, da chi ha acquistato il credito e se è intervenuto un accordo transattivo di rimborso pluriennale con la cessionaria.

Più semplice rispondere alla sua domanda per quanto riguarda le posizioni censite nei SIC privati: tutte le segnalazione permangono non oscurate per un massimo di 60 mesi dalla scadenza naturale del contratto di prestito non onorato. Ferma restando, sempre, la possibilità di visualizzare solo gli ultimi 36 mesi dall’evoluzione relativa alla posizione censita.

Tuttavia, va aggiunto che le posizioni censite nei SIC privati confluiscono comunque in CR quando il creditore ritiene che il debitore non sia più in grado di adempiere all’obbligazione (appostazione a sofferenza): questo vale anche per i prestiti (per i fidi e le fideiussioni) inferiori ai 30 mila euro che inizialmente non vengono censiti in CR Bankitalia.

Passando ad altro, alla persona a cui è stato chiuso il conto corrente dalla notte al giorno, per avere un quadro più realistico dell’effettivo contesto in cui è maturata la rescissione unilaterale del contratto da parte della banca, bisognerebbe chiedere quante volte egli sia incorso nell’emissione di assegni privi di adeguata copertura.

Per quanto riguarda la richiesta di nuovo credito può sempre tentare se le posizioni risultano registrate nelle centrali rischi come regolarizzate, seppure con ritardo, o in via di regolarizzazione. Peraltro, nulla vieta che l’istituto di credito presso il quale detiene il conto corrente possa impegnarsi nella portabilità della cessione del quinto, con estinzione della cessione attualmente in corso: anzi, questa sarebbe la soluzione con maggiori chances di successo.

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