Giorgio Martini

Esiste una direttiva comunitaria, che mira a tutelare al meglio gli interessi finanziari degli Stati membri, che fissa le regole in base alle quali gli Stati membri dell’Unione europea sono tenuti a fornire assistenza per il recupero di eventuali crediti relativi a dazi, imposte e altre misure applicate in un altro Stato membro dell’Unione europea.

A tale direttiva hanno aderito, da tempo, sia l’Italia che la Slovenia.

L’obiettivo della normativa comunitaria è migliorare e facilitare l’assistenza reciproca in materia di recupero all’interno dell’Unione. Tra le norme di rilevo contenute nella direttiva comunitaria quella che prevede per l’omologa Agenzia delle Entrate slovena la possibilità di essere chiamata a riscuotere anche un credito sorto in Italia.

Per tamponare il problema e limitare il danno derivante da un eventuale pignoramento del conto corrente, la soluzione è quella canonica: prelevare lo stipendio o qualsiasi importo appena accreditato sul conto corrente nominativo e versarlo in un conto corrente detenuto da un altro soggetto non debitore. Tuttavia, questo accorgimento non le eviterà di subire un pignoramento della retribuzione mensile presso il datore di lavoro sloveno.

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