Chiara Nicolai

Un soggetto richiede un mutuo ipotecario per l’acquisto di una casa: la banca glielo concede dopo che il mutuatario ha offerto garanzie come una busta paga e ha dimostrato di essere, ad esempio, proprietario di una altro bene immobile.

Ottenuto il prestito ipotecario il debitore si licenzia, oppure vende l’immobile su cui la banca aveva fondato speranze di azione esecutiva in caso di inadempimento nel pagamento delle rate (si tratta di eventi che incidono sostanzialmente in senso negativo sulla situazione patrimoniale del debitore). Oppure, il debitore subisce protesti (per assegni scoperti o cambiali non onorate alla scadenza), procedimenti concorsuali (il debitore fallisce), conservativi (i beni del debitore vengono sottoposti a sequestro conservativo), esecutivi (i beni del debitore vengono pignorati espropriati e venduti all’asta) o ipoteche giudiziali sui beni di proprietà.

Qualora si verifichi uno di questi eventi, la banca potrà risolvere il contratto di mutuo e pretendere il rimborso del capitale residuo in unica soluzione. In termine tecnico si dice che il debitore decade dal beneficio del termine, anche se è stato sempre puntuale nel pagamento delle rate del mutuo.

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