Simonetta Folliero

Lei non deve attendere nulla, anzi si deve attivare prontamente, se vuole contenere il danno: la comunicazione di preavviso di revoca di sistema da parte della banca (cioè la revoca della possibilità di emettere assegni per sei mesi) potrebbe arrivare tardi o non giungerle affatto per tempo. Innanzitutto, si consideri fortunato se il beneficiario dell’importo non ha chiesto la procedura di protesto, costringendola a permanere censito cinque anni nel Registro Informatico dei Protesti, con tutte le conseguenze che ciò comporta, specialmente se lei conduce un’attività commerciale.

Entro 60 giorni dalla data di scadenza dell’assegno scoperto, deve consegnare l’importo facciale (1.500 euro) più la penale di ritardato pagamento (150 euro) al beneficiario. Con la quietanza liberatoria rilasciata dal beneficiario soddisfatto si deve recare in banca per notificare l’avvenuto adempimento in ritardo dell’obbligazione, gravata da penale di legge, e versare alla banca le spese relative alla contestazione di assegno parzialmente scoperto.

Solo così potrà evitare che la banca le comunichi la cosiddetta revoca di sistema, con il possibile recesso unilaterale da contratto di tenuta del conto corrente, e la obbligata segnalazione nella Centrale di Allarme Interbancaria (CAI), nonchè al Prefetto, perché possa comminare l’ulteriore sanzione amministrativa che la legge prevede (dopo la depenalizzazione) a carico di chi emette assegni senza adeguata copertura.

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