Tullio Solinas

Il recupero delle prestazioni indebitamente corrisposte dall’INPS è materia alquanto articolata e complessa, comprendendo una varietà di situazioni specifiche, ciascuna della quali è oggetto di un particolare trattamento per quel che attiene il recupero delle somme indebitamente erogate dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (INPS).

Per rendersi conto della complessità della materia, basta consultare la circolare INPS 47/2018 incentrata sui criteri, i termini e le modalità di gestione del recupero dei crediti INPS derivanti da indebiti pensionistici nelle fasi antecedenti l’iscrizione a ruolo, a cui di seguito si rimanda.

indebiti pensionistici

Sostanzialmente, si distinguono indebiti la cui origine è connessa ad un elemento intenzionale, cioè ad un comportamento commissivo od omissivo che ha generato la prestazione indebita e da cui consegue un illecito arricchimento, denominati indebiti di condotta, ed indebiti la cui causa sottostante è da ricondurre alle peculiarità oggettive del rapporto pensionistico, in quanto connessa all’errore vizio (cioè alla falsa rappresentazione degli atti o dei fatti posti a base del calcolo del provvedimento di pensione o di fine servizio/fine rapporto o delle relative ricostituzioni) oppure alle logiche di quantificazione delle liquidazioni/ricostituzioni, periodicamente subordinate alle verifiche reddituali, denominati indebiti propri.

Volendo anche escludere per suo padre sia incorso in un indebito di condotta, l’errore contestuale al provvedimento di attribuzione della pensione, da cui consegue la possibilità, per il pensionato, di non restituire le somme indebitamente percepite, presuppone che il vizio sia imputabile esclusivamente all’Istituto.

Tale disciplina di favore si estende anche al caso in cui l’errore consista nella mancata o erronea valutazione, ai fini del diritto o della misura della prestazione, di redditi che erano già conosciuti dall’Istituto.

Tuttavia, nel caso in cui l’indebito pagamento sia determinato dall’omessa o incompleta comunicazione da parte dell’interessato di fatti incidenti sul diritto o sulla misura della pensione goduta, che non siano già conosciuti dall’INPS, le somme di cui trattasi sono integralmente recuperabili.

L’omessa o incompleta segnalazione da parte dell’interessato di fatti incidenti sul diritto o sulla
misura delle prestazione, che non siano già conosciuti dall’Istituto, esclude, dunque, l’imputabilità dell’errore all’Istituto medesimo.

Possiamo allora concludere che nemmeno è necessario il ricorso alla giurisprudenza di settore per affermare il diritto alla non restituzione dell’indebito quando l’errore sia imputabile esclusivamente all’Istituto.

Si potrebbe, per risparmiare quattrini in un inutile contenzioso, stabilire dapprima un contatto con i funzionari INPS, attraverso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, dove è possibile ricevere informazioni e servizi attraverso una consulenza personalizzata. Solo dopo aver compreso l’esatta natura del problema, decidere se aderire all’offerta per avviare un contenzioso giudiziale, semmai avvalendosi anche della preventiva consulenza di un professionista del settore terzo (non collegato a Federconsumatori), tenendo anche conto che l’eventuale restituzione dell’indebito percepito può, spesso, avvenire con pagamento dilazionato.

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