Andrea Ricciardi

In molti comuni e località balneari italiane, da quest’anno o comunque molto recentemente, è stato introdotto il divieto a fumare sigarette sulla battigia, con multe molto salate a chi sgarra: ma ciò non vale per tutta la Penisola.

Si arriva, per alcune località, a sanzioni fino a 500 euro.

Dunque, se da un lato è vero che negli ultimi anni si sono moltiplicate le ordinanze comunali che vietano il fumo in spiaggia, dall’altro è innegabile che non è stato fatto ancora abbastanza per tutelare la salute dei bagnanti dai rischi connessi al fumo e per difendere l’ambiente.

Da Sassari a Savona, passando per Lampedusa, Bibione, Ladispoli e Anzio, chi viene colto a fumare in spiaggia andrà incontro a multe salate, ma nella maggior parte dei lidi italiani non vige alcun divieto.

Si crea così una disparità di trattamento a danno dei cittadini, che magari possono fumare su una spiaggia ma non in quella limitrofa, perché situata sul territorio di un comune che non ha adottato alcun provvedimento di divieto.

La necessità di tutelare la salute pubblica dai rischi connessi al fumo passivo, associata all’esigenza di difendere l’ambiente dai mozziconi di sigaretta lasciati sulla sabbia che impiegano fino a 5 anni per decomporsi e inquinano i mari più della plastica, deve portare a vietare il fumo sulla totalità delle spiagge italiane.

Per tale motivo il Codacons sta pensando di avviare una battaglia legale e presenterà una diffida a tutti i Prefetti dei territori dove sono collocate spiagge in cui si chiede, in virtù dei loro poteri, di ordinare alle amministrazioni comunali l’adozione di apposite ordinanze tese a stabilire divieti di fumo e di abbandono di prodotti da tabacco sulle spiagge di loro competenza.

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