Ludmilla Karadzic

Si tratta della classica azione esecutiva a massimo rendimento: pignoramento del conto corrente del debitore e a seguire pignoramento della busta paga per l’eventuale credito residuo dal pignoramento del conto corrente.

Il giudice non potrà decidere di toglierle il doppio quinto dal momento che l’articolo 545 del codice di procedura civile dispone che le somme dovute a titolo di stipendio, nel caso di accredito su conto bancario o postale intestato al debitore, possono essere pignorate, per l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale, quando l’accredito ha luogo in data anteriore al pignoramento; quando l’accredito ha luogo alla data del pignoramento o successivamente, le predette somme possono essere pignorate solo presso il datore di lavoro.

Considerando che il massimo dell’assegno sociale nel 2019 ammonta a 458 euro, se ne deduce che le somme dovute a titolo di stipendio, nel caso di accredito su conto bancario o postale intestato al debitore, possono essere pignorate solo per l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale, vale a dire solo per l’importo eccedente 1.374 euro.


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