Annapaola Ferri

E’ irrilevante, ai fini della prescrizione, la circostanza che la richiesta di saldare il debito garantito da fideiussione, a cui il debitore principale (la srl) è rimasto inadempiente, si riferisca ad un evento risalente ad undici anni fa. E’ evidente che il debito sia insorto tempo dopo, altrimenti il suo avvocato avrebbe eccepito sicuramente l’intervenuta prescrizione.

E’ quanto meno sospetto il tentativo di concludere un accordo a saldo stralcio nelle more della pronuncia sull’opposizione a decreto ingiuntivo da parte di una società di recupero crediti: la somma richiesta mi pare spropositata, ma per una valutazione non campato in aria, bisognerebbe conoscere che tipo di fideiussione è stata sottoscritta e quali pasticci abbia architettato il suo ex coniuge. Può darsi che la banca, vista la mala parata, abbia scelto di disfarsi del credito e che la cessionaria lo abbia acquistato, come sempre accade, inserito in un lotto, senza aver potuto rilevare che su quel credito specifico incombe un giudizio di opposizione non ancora pronunciato.

Al momento, tuttavia, la cosa più sensata da fare è quella di seguire i consigli dell’avvocato a cui si è affidata ed attendere, prima di ogni decisione, l’esito dell’opposizione al decreto ingiuntivo. C’è sempre tempo, mi creda, per perfezionare un accordo a saldo stralcio in relazione ad un credito acquistato dalla cessionaria a nemmeno un centinaio di euro.


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