Simonetta Folliero

C’è poco da fare: per evitare iscrizione nella Centrale d’Allarme Interbancaria (CAI), la revoca di sistema per sei mesi e la sanzione amministrativa irrogata dal Prefetto per emissione di assegno privo di copertura bisogna aver versato, entro 60 giorni dalla data di scadenza del termine di presentazione del titolo, valore facciale dell’assegno, penale del 10%, gli interessi legali calcolati, in base all’anno civile (365 giorni), sull’importo dell’assegno per il periodo intercorrente tra la data di presentazione del titolo al pagamento e la data di costituzione del deposito nonché eventuali spese di protesto o della constatazione equivalente.

Comunque, numerose precedenti decisioni dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) hanno stabilito il principio secondo cui non possono essere trattate allo stesso modo la fattispecie in cui la banca trattaria abbia trasmesso il nominativo del traente all’archivio CAI dopo aver ricevuto la prova dell’avvenuto pagamento in tempestivo ritardo e quella in cui tale prova venga fornita non solo successivamente alla scadenza dei sessanta giorni, ma anche dopo la trasmissione da parte della banca trattaria, tenutavi per legge del nominativo del traente al suddetto archivio. (cfr. ex multis Collegio Roma decisione numero 1849/2012).

Pertanto ove venga fornita dall’interessato, sia pure oltre la scadenza dei sessanta giorni, la prova del pagamento tardivo dell’assegno effettuato nei termini, il trattario che non abbia ancora provveduto alla segnalazione in CAI è esonerato dal procedere all’iscrizione del nominativo nel suddetto archivio, né può, secondo buona fede, procedervi.


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