Ludmilla Karadzic

Gli assegni familiari sono pignorabili solo per inadempimento rispetto a crediti alimentari (assegno di mantenimento per coniuge separato, assegno divorzile, assegno di mantenimento per figli, alimenti dovuti a familiari indigenti): quindi, se il creditore ordinario deciderà di procedere con il pignoramento della busta paga di suo marito, arriverà a prelevare fra i 280 euro e i 320 euro mese (dipende dall’entità degli assegni familiari al netto delle detrazioni per familiari a carico).

Sicuramente, è pignorabile il 50% della casa familiare cointestata con suo marito: il che potrebbe precludere (qualora l’immobile non risultasse comodamente divisibile) alla espropriazione e vendita all’asta dell’intero, con assegnazione della metà del ricavato al coniuge non debitore in regime legale di separazione dei beni. Ma molto dipende dall’importo del mutuo ancora da pagare.

Suo marito potrebbe venderle il 50% di proprietà della casa, fermo restando che l’atto di compravendita sarebbe suscettibile di azione revocatoria da parte dei creditore nei cinque anni successivi al perfezionamento del passaggio di proprietà: il che vuol dire che per avere chances di successo l’operazione dovrebbe essere portata a termine quanto prima rispetto alla pronuncia del giudice nella causa di annullamento della compravendita per vizi occulti.

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