Chiara Nicolai

Abaco è una società locale di riscossione dei crediti vantati dalla Pubblica Amministrazione, quindi incaricata, nella fattispecie, di recuperare l’omesso pagamento della tassa rifiuti di competenza comunale.

L’articolo 545 del codice di procedura civile consente il contemporaneo pignoramento dello stipendio, nella misura massima di un quinto, per debiti di natura diversa – nel caso esaminato ordinaria (azienda privata per omesso pagamento fornitura) ed esattoriale (600 euro per omesso pagamento della tassa rifiuti).

Orbene, ABACO potrà prelevare il 20% dello stipendio, al netto delle ritenute fiscali e contributive nonché al lordo del preesistente pignoramento, se si muove ex articolo 543 del codice di procedura civile (pignoramento verso terzi).

Se, invece, decide di avvalersi del dpr 602/1973, che all’articolo 72 bis prevede l’ordine diretto al datore di lavoro (senza passare per il giudice), dovrà attenersi anche a quanto disposto dal successivo articolo 72 ter comma primo, secondo il quale le somme dovute a titolo di stipendio, possono essere pignorate dall’agente della riscossione in misura pari ad un decimo per importi (lordi) fino a 2.500 euro e in misura pari ad un settimo per importi superiori a 2.500 euro e non superiori a 5.000 euro.

Concludendo, solo se ABACO decidesse di provvedere con ordine diretto al datore di lavoro, evitando la citazione in tribunale di cui all’articolo 543 del codice di procedura civile, e prelevasse una somma maggiore di quella prevista (un decimo per importi fino a 2.500 euro di stipendio e un settimo per importi superiori a 2.500 euro e non superiori a 5.000 euro di stipendio), il debitore, con il necessario supporto di un avvocato, potrebbe ricorrere al giudice dell’esecuzione presso il tribunale territorialmente competente per ottenere la limitazione del prelievo entro quanto stabilito dall’articolo 72 ter del dpr 602/1973.

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