Giovanni Napoletano

Quante volte i consumatori si ritrovano, come nel caso da lei descritto, abbonati, senza nemmeno rendersene conto, a servizi premium non desiderati: a volte ci se ne rende conto troppo tardi, quando ormai il traffico telefonico è completamente svuotato.

Questo, purtroppo, è un fenomeno diffusissimo da anni: adesso, però, l’Agcom (Garante per le telecomunicazioni) sembra essersi deciso ad intervenire per arginarlo.

Si introduce, infatti, l’adozione da parte del Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni del Codice di Autoregolamentazione per l’offerta dei servizi premium (CASP) nella sua versione 4.0.

Il CASP ha un duplice scopo: tutelare efficacemente i consumatori salvaguardando, al contempo, le aziende che operano nel mercato.

Solo garantendo il corretto sviluppo del business dei Servizi Premium, si possono assicurare i diritti dei clienti e la leale concorrenza tra i player del settore.

Il nuovo codice ha come principale obiettivo quello di amplificare le tutele per il consumatore, da un lato ostacolando, mediante un doppio click, le attivazioni non richieste, dall’altro facilitare i rimborsi attraverso l’introduzione di un numero unico gratuito di Customer Care (800442299) grazie al quale l’utente può rapidamente conoscere i servizi premium attivi e, eventualmente, disattivarli.

Il nuovo sistema di gestione prevede il controllo totale da parte degli operatori delle pagine di attivazione dei servizi e un Comitato di garanzia – cui partecipano anche i rappresentanti delle associazioni dei consumatori – che monitora l’efficacia delle misure e provvede a mantenerle aggiornate.

Particolarmente apprezzabile, è il fatto che il Codice di autoregolamentazione sia frutto di una proficua sinergia tra regolatore, i principali operatori di telefonia del mercato italiano e alcuni dei maggiori Content Service Provider, volta a garantire maggior trasparenza nel mercato dei servizi a sovrapprezzo.

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