Giorgio Valli

Per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti ad alta efficienza dotati di pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, è prevista una detrazione del 65% (ripartita in dieci annualità) sulla spesa sostenuta.

E’ chiaro che il vecchio impianto da sostituire deve essere, come il nuovo, almeno a pompa di calore (cioè deve poter funzionare anche da riscaldamento invernale).

Inoltre, per fruire della detrazione, occorre che i due nuovi dispositivi di condizionamento del clima domestico siano ibridi, cioè sempre a pompa di calore, ma quest’ultima deve risultare integrata con caldaia a condensazione (il calore, in pratica, deve essere poter fornito sia da energia elettrica, attraverso la pompa di calore sia da metano o da altre fonti rinnovabili), e siano classificati ad alta efficienza energetica (almeno in classe A).

Ma, purtroppo, non basta: bisogna pagare l’impianto con bonifico parlante (in pratica, ci deve essere il codice fiscale dell’acquirente, la partita Iva del venditore e il riferimento esplicito all’agevolazione: decreto legge 63/2013 articolo 14).

L’attestato di prestazione energetica (APE) non è richiesto per l’intervento di sostituzione, ma entro 90 giorni dall’intervento di efficientamento energetico bisogna comunque inviare all’Enea la scheda informativa relativa agli interventi realizzati (basta indicare marca e modello dei vecchi e nuovi apparati) che dimostri che si tratta di una sostituzione e che rispetto al vecchio impianto c’è stato un aumento di efficienza energetica dell’impianto.

Come si può arguire la strada della detrazione fiscale è lunga e tortuosa, disseminata di opacità e cavilli che costringono quasi sempre il contribuente in buona fede ad abbandonarla.

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