Annapaola Ferri

La dritta suggerita dal CAF potrebbe essere anche adottata nel breve periodo, fino alla nascita del bambino, dichiarando l’assenza di legami di parentela, affinità ed affettivi fra la famiglia anagrafica preesistente e quella di nuova formazione (portando ad uno stato di famiglia in cui è presente solo lei). Nessuno, infatti, potrebbe facilmente dimostrare la relazione affettiva esistente fra la madre e il padre del nascituro e nessuno potrebbe escludere che, al momento della registrazione anagrafica, nella coppia non possano intercorrere sentimenti non propriamente di affetto reciproco.

Tuttavia, nel momento in cui si dovrà procedere alla registrazione anagrafica del nascituro riconosciuto dal padre, l’ufficiale d’anagrafe dovrebbe prendere atto, d’ufficio, dell’instaurarsi di legami affettivi fra la famiglia anagrafica del bambino e quella in cui è presente il genitore che lo ha riconosciuto. Nel senso che, almeno fra madre e figlio e padre e figlio si presumono obbligatoriamente e innegabilmente esistenti dei legami affettivi. Quindi, l’ufficiale d’anagrafe dovrebbe necessariamente procedere alla fusione delle due famiglie anagrafiche in una sola, comprendente il bambino, i suoi genitori ed i nonni.

Ove ciò non avvenisse, qualsiasi beneficio basato su ISEE riferito al nucleo familiare formato esclusivamente da madre e bambino sarebbe passibile di revoca, con la concreta possibilità anche dell’applicazione di sanzioni per la presentazione di una DSU non veritiera.

Senza contare il fatto che anche se lei vivesse in un appartamento da sola, per fruire dei benefici per il bambino, dovrebbe compilare e presentare, al fine di ottenere l’accesso alle agevolazioni, la cosiddetta DSU minorenni che prevede, comunque, l’inserimento nel nucleo familiare del bambino anche del padre che lo ha riconosciuto. E ciò varrebbe anche se l’ufficiale d’anagrafe non rilevasse l’irregolarità di due famiglie anagrafiche conviventi sotto lo stesso tetto e accomunate da legami affettivi verso il bambino.

Non mi sembra, pertanto, che valga la pena di correre il rischio di essere perseguita per dichiarazioni mendaci.

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