Ludmilla Karadzic

Ho delle fideiussioni prestate favore di banche da oltre tre anni che coprono il rischio di inadempimento del debitore principale per una somma superiore a 30 mila euro (sicuramente una da 2 milioni e una da 60 mila euro) che NON risultano essere censite nella CR (Centrale Rischi) della Banca d’Italia. Potrei averne inoltre altre sottoscritte.

E’ normale che non le veda? Posso essere tranquillo che per qualche motivo non esistano più? Conoscendo gli istituti presso le quali le si è sottoscritte, c’è modo di conoscerne lo stato? Non vorrei svegliar il can che dorme…

Senza svegliare il can che dorme è difficile avere informazioni affidabili. I dati registrati negli archivi della Centrale dei Rischi della Banca d’Italia (CR) mostrano un debito verso il sistema creditizio che potrebbe non coincidere con quello effettivo. Alcuni intermediari finanziari, infatti, non hanno l’obbligo di segnalazione alla Centrale dei Rischi e, inoltre, esiste una soglia minima di 30 mila euro al di sotto della quale i crediti non vanno segnalati.

Quindi può darsi che il debitore principale (quello per il quale il creditore viene garantito dalla fideiussione) abbia lasciato un buco inferiore ai 30 mila euro, oppure che siano trascorsi tre anni dalla estinzione del rapporto di credito fra debitore principale e creditore oppure cinque anni dalla data di prima segnalazione negativa ed il dato viene oscurato per quanto imposto dalle vigenti norme sul trattamento dei dati personali.

Una ispezione più in linea con le sue esigenze potrebbe essere condotta presso la Centrale Rischi degli Intermediari Finanziari (CRIF). Rispetto alla CR Banca d’Italia, in questo archivio i dati positivi non vengono oscurati (se non a richiesta dell’interessato) e quindi sarebbe possibile individuare tutte la garanzie prestate ed andate a buon fine, ovvero risoltesi con il pieno adempimento del debitore principale e la chiusura del rapporto di credito. Purtroppo, però, si tratta di una Centrale Rischi privata, cioè la banca dati viene alimentata solo dagli aderenti al circuito (istituti bancari e finanziarie) su base volontaria. Anche nella CRIF non è, comunque, possibile accedere a dati storici di tipo negativo (posizioni in sofferenza) che riguardano debitore principale e fideiussore per rapporti di credito in sospeso da più di cinque anni (tre anni dalla chiusura del rapporto di credito andato in sofferenza e cinque dalla prima segnalazione di inadempimento) sempre in ossequio alle vigenti norme sulla privacy.

Quindi, per concludere, l’assenza di dati censiti in CR Bankitalia e in CRIF non significa granché e non potrà essere, per questo motivo, certo che non sarà chiamato a rispondere in futuro per un inadempimento del debitore per il quale ha prestato fideiussione. Neanche può essere considerato indicativo il fatto che finora non sia stato reclamato nulla: può darsi che il creditore abbia deciso di cedere il contratto e la cessionaria potrebbe farsi viva da un momento all’altro.

Quello che si può dire, con sicurezza, invece, è che se il fideiussore si presenta al funzionario preposto al management degli affidamenti e delle fideiussioni presso il creditore garantito, chiedendo informazioni sullo stato delle esposizioni che ha sottoscritto e di cui è responsabile, non è che possa, con questo, scatenare una procedura di escussione coattiva del debito eventualmente rilevato (e presumibilmente dimenticato). I crediti deteriorati (NPL- Non Performing Loans), se parliamo di banche ed istituti di una certa consistenza (non dello strozzino rionale), vengono trattati e gestiti secondo ben precise politiche aziendali. Non esiste un pulsante rosso nascosto che il funzionario interpellato possa pigiare per avvertire gli uffici interni competenti (di recupero crediti) che è finalmente stato beccato un fideiussore da spennare …

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