Giovanni Napoletano

Per cominciare va detto che, purtroppo, la normativa vigente tutela esclusivamente la portabilità del numero fisso sulla stessa linea ovvero se si cambia gestore ma non sede: infatti, se il cambio di operatore comporta la perdita del numero, gli indennizzi a favore dell’utente possono essere anche molto grandi.

Al contrario, nel caso di trasloco (spostamento dell’offerta e contratto attivo da una casa a un’altra, restando con lo stesso operatore) non ci sono garanzie né tutele.

Questo perché la rete fissa è organizzata in modo più rigida di quella mobile, ossia in distretti telefonici che hanno diverse numerazioni.

Può sembrare assurdo in tempi in cui tutta la telefonia viaggia da anni su IP (il protocollo di internet), e se è vero che le leggi impongono il rispetto di un prefisso specifico per ciascuna città (per motivi di sicurezza), non si comprende perché non si possa garantire una maggiore flessibilità all’interno della stessa città.

Ciò detto, c’è poco da fare nel caso dell’utente.

Per fare qualche esempio, Wind scrive, nel modulo per il trasloco, che si autorizza l’operatore ad attivare il servizio su un nuovo numero, laddove necessario.

Anche Tim , sul proprio sito garantisce la conservazione del numero solo se l’utente resta nello stesso distretto telefonico e, anche in questo caso, “salvo problemi tecnici.

Sarebbe utile, dunque, spostare sempre più su un numero mobile l’attività commerciale, così come su canali internet (pagina Facebook, sito web): in questo modo il contatto con i clienti sarà sempre garantito.

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