Andrea Ricciardi

La prospettiva di far lievitare il denaro investo utilizzando il trading online può essere molto allettante: basta leggere uno dei tanti annunci che scorrono sulle pagine del web.

Al contrario, però, l’illusione di investire pochi euro e di guadagnarne migliaia può portare a vere e proprie frodi, con la seria possibilità di non recuperare mai il denaro perduto quando ormai ce ne si rende conto.

D’altro canto, la promessa di una ricchezza facile è uno dei modi più antichi di truffare le persone.

Nel 2019 si usa ancora un vecchio metodo come la telefonata per cominciare con la truffa.

Arriva una chiamata da posti inconsueti con una voce che propone, grazie al trading online, dei guadagni incredibili.

Lasciando da parte il problema primario, cioè il possesso da parte dei truffaldini del tuo numero di telefono, lasciato magari a un sito web terzo che non ha pieno controllo su chi gestisce le politiche di privacy, la promessa di un guadagno porta molte persone a tenere un orecchio aperto, e il contatto con la realtà a quel punto può essere perso.

Chi non ha un’approfondita cultura finanziaria è maggiormente esposto alle offerte, che avvengono su siti web ben organizzati, dal look professionale.

Solo nei primi due mesi del 2019 la Consob ha ordinato la chiusura di 34 siti e tre pagine Facebook del genere.

Ma dove vanno a finire i soldi?

Se ci si casca, si pensa di aver investito in titoli o in bitcoin.

In realtà il denaro va in un buco nero, ovvero in società con sede in paradisi fiscali, che dopo aver svuotato il conto spariscono.

Sono posti come le Isole Marshall, in Oceania, o le Isole Vergini Britanniche, nei Caraibi, mentre le persone che gestiscono questi giri di denaro sono residenti anche in Italia o in paesi dell’est come Bulgaria o Russia.

Nel 2018 sono stati 400 gli esposti per truffe sul trading online, ma si parla solo dei casi denunciati da chi ha avuto il coraggio di ammettere di aver preso una cantonata; si presume che molti altri casi rimangano sepolti dalla vergogna della vittima.

Cosa promettono? Basta un rendimento al 120% per capire che bisogna stare molto attenti.

Nel contesto attuale della finanza i tassi sono per lo più stabili, o addirittura negativi: chi promette interessi così alti non può essere altro che un ciarlatano.

La strategia per convincere i truffati a investire migliaia di euro è una sola: far loro cominciare con un investimento di misura minore, circa 300-400 euro, e far credere, attraverso un falso estratto conto, che il rendimento stia andando a gonfie vele.

A quel punto scatta un meccanismo di fiducia e si spende di più.

C’è chi ha bruciato addirittura trecentomila euro, altri pensionati hanno buttato via tutto il loro tfr.

Quando la vittima finisce i soldi o vuole passare all’incasso, la truffa si materializza del tutto.

Per capire fin dall’inizio se si tratta di una truffa, si può sfruttare l’elenco delle società autorizzate, presente sul sito della Consob.

Chi non riceve il via libera dall’autorità è considerato illegale, come anche le società che non sottopongono prospetti informativi.

Attenzione anche a chi ha la sede fuori dall’Unione Europea: recuperare i soldi attraverso un processo in tribunale è praticamente impossibile.

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