Ornella De Bellis

Mi spiace signora, ma purtroppo lo scenario illustrato dall’amministratore di condominio è verosimile se lei è proprietaria dell’immobile: provi a chiedere una rateazione del debito condominiale.

Può darsi possa anche trattarsi di un bluff, nel senso che per avviare e portare a termine l’iter giudiziale di espropriazione il condominio deve anticipare spese rilevanti (anche se, alla fine, saranno poste a carico del debitore detraendole dal ricavato della vendita all’asta): tuttavia, se lei non ha uno stipendio o un conto corrente da pignorare, la vendita all’asta della casa resta l’unica possibilità per recuperare la morosità condominiale di cui si è resa responsabile, stante la circostanza che l’eventuale iscrizione d’ipoteca non risolverebbe i problemi contingenti di gestione del condominio che emergerebbero in difetto delle contribuzioni dovute.

In ogni caso, la procedura di espropriazione è lunga e articolata, specie con i tempi della giustizia attuali, richiederà anni e non preclude la possibilità di conversione del pignoramento (pagamento del debito, gravato da spese, nel corso della procedura stessa con estinzione dell’iter espropriativo).

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