Ornella De Bellis

La fideiussione può essere a prima richiesta (solve et repete), che attribuisce al creditore il diritto a che non gli siano opposte eccezioni da parte del garante prima del pagamento.

La fideiussione può prevedere il beneficio di escussione, nel senso che il creditore, prima di rivolgersi al fideiussore per il rimborso del credito vantato, deve avviare azione esecutiva nei confronti del debitore principale e poi, semmai, chiedere al fideiussore di rispondere dell’eventuale residuo.

Naturalmente il fideiussore, dopo l’adempimento , può chiamare in causa i soci del debitore principale (la società) affinchè gli versino la quota di debito loro spettante.

Di solito il creditore procede alla revoca del contratto di garanzia, su richiesta del fideiussore, solo in presenza di un altro soggetto che si offra di sostituire il fideiussore nell’obbligazione, e sempre a patto che le garanzie patrimoniali offerte siano giudicate appropriate.

Insomma, il recesso dalla fideiussione prestata, va concordato con il creditore e non con il socio subentrante in seguito alla cessione delle quote societarie. In caso di dissenso del creditore, il fideiussore resta obbligato anche dopo la sua eventuale uscita dalla compagine societaria.

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