Andrea Ricciardi

In alcuni casi, chi si è visto sospendere la patente per guida in stato di ebbrezza può ottenere un permesso di lavoro per circolare con l’autovettura entro determinate fasce orarie: ciò, però, non è sempre possibile e comunque allunga i tempi della sospensione.

Vediamo di chiarire meglio la questione.

L’organo che ha ritirato la patente di guida invia la stessa, unitamente a copia del verbale, entro cinque giorni dal ritiro, alla prefettura del luogo della commessa violazione.

Entro questi cinque giorni, il conducente a cui è stata sospesa la patente, solo nel caso in cui dalla commessa violazione non sia derivato un incidente, può presentare istanza al prefetto intesa ad ottenere un permesso di guida, per determinate fasce orarie, e comunque di non oltre tre ore al giorno, adeguatamente motivato e documentato per ragioni di lavoro, qualora risulti impossibile o estremamente gravoso raggiungere il posto di lavoro con mezzi pubblici o comunque non propri, ovvero per il ricorrere di una situazione che avrebbe dato diritto alle agevolazioni di cui all’articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104.

Il prefetto, nei quindici giorni successivi, emana l’ordinanza di sospensione, indicando il periodo al quale si estende la sospensione stessa.

Tale periodo, nei limiti minimo e massimo fissati da ogni singola norma, è determinato in relazione all’entità del danno apportato, alla gravità della violazione commessa, nonché al pericolo che l’ulteriore circolazione potrebbe cagionare.

Questi ultimi elementi, insieme alle motivazioni presentate dal trasgressore ed alla relativa documentazione, sono valutati dal prefetto per decidere sulla concessione del permesso di lavoro.

Qualora questa sia accolto, il periodo di sospensione è aumentato di un numero di giorni pari al doppio delle complessive ore per le quali è stata autorizzata la guida, arrotondato per eccesso.

L’ordinanza, che eventualmente reca l’autorizzazione alla guida, determinando espressamente fasce orarie e numero di giorni, è notificata immediatamente all’interessato, che deve esibirla ai fini della guida nelle situazioni autorizzate.

L’ordinanza è altresì comunicata, per i fini di cui all’articolo 226, comma 11, all’anagrafe degli abilitati alla guida.

Il periodo di durata fissato decorre dal giorno del ritiro.

Qualora l’ordinanza di sospensione non sia emanata nel termine di quindici giorni, il titolare della patente può ottenerne la restituzione da parte della prefettura.

Il permesso di guida in costanza di sospensione della patente può essere concesso una sola volta.

Dunque, in parole povere, entro cinque giorni dalla sospensione, lei può presentare la domanda per ottenere un permesso di guida per lavoro.

Per poter presentare la domanda è fondamentale compilare un modulo prestampato, all’interno del quale vengono scritti tutti i dati sensibili del soggetto in questione, esplicitando inoltre il luogo di lavoro e la via di questo.

Ovviamente è importante riportare che il posto di lavoro non sia servito da mezzi pubblici, o da navette poste in essere dall’azienda per cui si presta servizio.

E’ essenziale sottoporre all’attenzione dell’autorità l’orario di lavoro, per poter decretare in quale fasce orarie è possibile prendere la macchina seppur con la patente sospesa.

La richiesta per avere un buon esito deve essere ampiamente motivata e documentata, e in caso di riposta positiva tale permesso non potrà avere durata maggiore di tre ore di guida al giorno.

Sono esclusi i casi in cui si è verificato un incidente stradale, oppure se è collegata ad una violazione di tipo penale, ovvero legato ad un reato.

Il permesso in questione non può essere richiesto per più di una volta.

Ovviamente questa procedura ha un riscontro negativo, ovvero se si procede alla richiesta di una patente a ore per recarsi presso il luogo di lavoro, si allungherà automaticamente il tempo previsto per il decorso della sospensione della patente, ed in questo caso le tempistiche si dilateranno e non di poco.

Il periodo di sospensione è aumentato di un numero di giorni pari al doppio delle complessive ore per le quali è stata autorizzata la guida, arrotondato per eccesso.

Quindi se da un lato questa opportunità rappresenta una salvezza per i lavoratori, dall’altro allunga l’agonia della sospensione della patente.

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