Genny Manfredi

L’articolo 9 del DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) 159/2013 stabilisce che può essere calcolato un ISEE corrente, riferito ad un periodo di tempo più ravvicinato al momento della richiesta della prestazione, qualora vi sia una rilevante variazione nell’indicatore per il lavoratore dipendente a tempo indeterminato per cui sia intervenuta una risoluzione del rapporto di lavoro.

L’indicatore della situazione reddituale corrente e’ ottenuto aggiornando i redditi per ciascun componente il nucleo familiare conseguiti nei dodici mesi precedenti a quello di richiesta della prestazione.

Dunque, fruirà solo di 4 mesi (da gennaio 2019) in cui al posto del reddito da busta paga potrà inserire reddito zero o l’indennità di disoccupazione (se percepita).

Il problema risiede nella circostanza che L’ISEE corrente può essere calcolato solo in caso di variazioni superiori al 25 per cento dell’indicatore della situazione reddituale corrente (insomma, l’ISEE corrente ricalcolato dovrà essere inferiore a 15.876 euro).

Concludendo, nessuna previsione può essere fatta in merito al suo quesito.

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