Andrea Ricciardi

Nei giorni scorsi, con l’arrivo sul tavolo di nuovi emendamenti, in approvazione, si sta discutendo sul cambio di alcune regole e requisiti per quanto riguarda l’accesso al beneficio del reddito di cittadinanza: vediamo quali sono i punti più salienti.

Innanzitutto, è stato inserito un nuovo requisito per gli stranieri che chiedono il Reddito di Cittadinanza.

Per loro, sarà necessaria un certificazione relativa a reddito e al patrimonio familiare rilasciata dallo stato di provenienza, fatta eccezione per i rifugiati politici e i cittadini di paesi dai quali non è possibile ottenere questo documento.

La certificazione dovrà essere tradotta in italiano e legalizzata dal consolato.

Per quanto riguarda la decadenza, invece, l’esclusione dal Reddito di cittadinanza vale solo se il richiedente la prestazione ha dato le dimissioni nell’ultimo anno e non anche uno solo dei componenti del suoi nucleo familiare, come era previsto.

Passato anche l’emendamento anti furbetti per cui, in caso di coniugi separati dopo il primo settembre 2018, il cambio di residenza deve essere certificato da un verbale della polizia locale.

Tutto nasce da un boom di segnalazioni di CAF e GdF su divorzi e cambi di residenza sospetti. Ricordiamo infatti che, mentre i single prendono al massimo 780 euro, un nucleo familiare, composto da più di un elemento, potrebbe superare i 1300 euro.

Di contro, chi è single ha più chance di rientrare nei requisiti di accesso, con un bonus di 250 se si vive in affitto.

Infine, i familiari di persone disabili saranno tenuti ad accettare un’offerta di lavoro solo se entro i 100 chilometri dalla loro residenza.

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