Giorgio Valli

Per l’anno di imposta 2017 (Dichiarazione redditi 2018) possono essere considerati a carico, anche se non conviventi con il contribuente o residenti all’estero i figli del dichiarante, indipendentemente dal superamento di determinati limiti di età e dal fatto che siano o meno dediti agli studi o al tirocinio gratuito, purché, nel corso del 2017, abbiano percepito un reddito complessivo uguale o inferiore a 2 mila e 840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili.

Ora, per controllare il rispetto di questo ultimo requisito, finalizzato a verificare che i figli abbiano percepito un reddito complessivo uguale o inferiore a 2 mila e 840,51 euro, per i soggetti di nazionalità italiana, residenti in Italia, basta incrociare i dati (accrediti in conto corrente, anche provenienti dall’estero, versamento di contributi all’INPS da parte di eventuali datori di lavoro, eccetera) registrati nell’Anagrafe tributaria gestita da Agenzia delle Entrate (ADE).

Capisce bene, pertanto che, in fase di controllo del suo diritto a percepire le detrazioni per i figli residenti in Romania, all’Agenzia delle Entrate italiana non serva un certificato di nascita, seppure tradotto legalmente in italiano, ma un accertamento dei redditi eventualmente percepiti, in Romania, dai suoi due figli, rilasciato dall’omologa rumena della nostra ADE.

E’ questo il documento di cui ha bisogno per dimostrare il diritto a percepire le detrazioni per figli a carico e che suo marito può ottenere: una dichiarazione che attesti che i suoi due figli non hanno percepito redditi in Romania nel corso del 2017, oppure che attesti che, se anche li avessero percepiti, essi non superano i 2.480,51 euro.

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