Lilla De Angelis

L’articolo 2 punto (3) del decreto legge 4/2019 (Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni) stabilisce, per l’accesso al reddito di cittadinanza del nucleo familiare, un valore (massimo) del patrimonio mobiliare, come definito a fini ISEE, non superiore a una soglia di euro 6 mila, accresciuta di euro 2 mila per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di euro 10 mila, incrementato di ulteriori euro 1.000 per ogni figlio successivo al secondo. I predetti massimali sono ulteriormente incrementati di euro 5.000 per ogni componente con disabilita’, come definita a fini ISEE, presente nel nucleo.

L’articolo 5 (Indicatore della situazione patrimoniale) del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) 159/2013 definisce il patrimonio mobiliare ai fini ISEE al comma 4 e, al comma 6, specifica che dal valore del patrimonio mobiliare, determinato ai sensi del comma 4, si detrae, fino a concorrenza, una franchigia pari a 6.000 euro, accresciuta di 2.000 euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10.000 euro. La predetta soglia è incrementata di 1.000 euro per ogni figlio componente il nucleo familiare successivo al secondo.

Emerge allora evidente che il valore del patrimonio mobiliare, requisito per accedere al reddito di cittadinanza, va inteso al lordo delle detrazioni di cui al comma 6 dello stesso articolo.

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