Giorgio Valli

Si definisce reddito, l’utile proveniente – in un dato periodo di tempo – da un’attività di lavoro dipendente o professionale (reddito da lavoro), da un impiego di capitale (reddito di capitale) o di immobili (reddito da locazione ad esempio): pertanto una vincita al gioco d’azzardo non è un reddito e, quindi, il coniuge a carico fiscale prima della vincita a carico fiscale resta anche dopo la vincita. A meno che l’importo della vincita non venga investito in titoli azionari e/o obbligazionari e/o in liquidità in conto corrente generando interessi annui lordi superiori alla soglia di 2.840,51 euro. L’anno successivo, in sede di dichiarazione dei redditi, il coniuge fortunato al gioco potrà prendersi la soddisfazione di non risultare più a carico fiscale dell’altro coniuge.

Anche se marito e moglie continueranno, pur non essendo conviventi, a far parte del medesimo nucleo familiare. Così, giusto per precisarlo.

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