Andrea Ricciardi

Un creditore che voglia davvero recuperare quanto gli è dovuto, difficilmente si affida al pignoramento presso la residenza del debitore dal momento che si tratta di azione esecutiva assai poco efficace, che comporta comunque delle spese, anche se, per evitare quelle di custodia, i beni pignorati si lasciano in affidamento, di solito, allo stesso debitore escusso.

I rischi sono collegati alla quasi certezza di non riuscire a piazzare dei mobili vecchi e usati in una vendita all’asta, rimanendo, così, con il classico cerino acceso in mano.

Pertanto, deve effettivamente temere il pignoramento presso la residenza solo il debitore che dispone, in casa, di arredamenti di pregio, quadri e sculture d’autore, collezioni pregiate, moduli di impianti tecnologici asportabili di valore, complementi d’arredo griffati.

Tanto premesso, va aggiunto che se, come quasi sempre accade, non sono state conservate le fatture d’acquisto degli arredi e se il debitore non vive in un appartamento ammobiliato, nessuna efficace precauzione può essere adottata nella prospettiva di un possibile pignoramento, se non quella, preventiva, di trasportare altrove gli oggetti ed i beni pignorabili che avessero un intrinseco valore affettivo e/o economico.

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